
Questa lapide fu notata dall'autore di questo sito nel 1976 fra i conci dell'Arco Alchemico depositati presso la Sala Consiliare.
Dopo la ricomposizione dell'Arco rimase abbandonata nei pressi del Comune e nel 1988, onde evitare deterioramenti, il sottoscritto,quale Amministratore Comunale, dispose che venisse assicurata ad una delle pareti della Sala del Consiglio.
Dal 2000 la lapide si trova affissa presso la fontana della Piazza del Municipio.
Di essa, storicamente, non si sa nulla.
Di certo non può però sfuggire la predizione dei Penati nel terzo Libro dell'Eneide :
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Est locus, Hesperiam Grai cognomine dicunt, terra antiqua, potens armis atque ubere glaebae; Oenotri coluere viri; nunc fama minores Italiam dixisse ducis de nomine gentem Verg. Aen. 3, 163-66 |
C’è un luogo, i Grai lo chiamano col nome di Esperia, terra antica, potente per armi e ricchezza di terra; gli uomini Enotri la abitarono; ora è fama che i discendenti abbiano chiamato Italia il popolo dal nome del capo.
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Le interpretazioni possono essere molteplici ed intriganti.
Come per l'Arco Alchemico c'è ancora spazio per lo studio ..........
Sandro Anselmicchio